Ritenuta d'acconto

Quanto incassi davvero da un compenso con ritenuta? Scegli il caso (P.IVA o prestazione occasionale) e ottieni la parcella riga per riga.

Come funziona la ritenuta

Quando lavori per un'azienda o un professionista (un «sostituto d'imposta»), il cliente trattiene il 20% del compenso e lo versa all'Erario come acconto della tua IRPEF: tu incassi il resto e recuperi la ritenuta nella dichiarazione dei redditi.

Rivalsa INPS o cassa?

Chi è iscritto alla Gestione separata INPS può addebitare in fattura la rivalsa del 4%, che è imponibile sia per l'IVA sia per la ritenuta. Chi ha una cassa professionale (avvocati, ingegneri…) addebita il contributo integrativo del 4%, che sconta l'IVA ma NON la ritenuta: per questo il tool li distingue.

Prestazione occasionale

Senza P.IVA niente IVA né rivalsa: solo compenso meno 20%. Ricorda la marca da bollo da 2 € sopra i 77,47 € e la soglia dei 5.000 € annui oltre cui scattano i contributi alla Gestione separata.

Perché il cliente trattiene i tuoi soldi

Non è una tassa in più: è un anticipo dell'IRPEF che dovrai comunque. Lo Stato ha scelto di farlo versare a chi paga, invece che a chi incassa, perché così l'imposta arriva subito e da un soggetto più facile da controllare. Chi trattiene si chiama per questo sostituto d'imposta: paga al posto tuo, e ti consegna una certificazione con quanto ha versato.

Quel documento, la Certificazione Unica, arriva l'anno dopo ed è la prova che ti serve in dichiarazione: le ritenute subite si scalano dall'imposta dovuta, e se hai versato più del dovuto la differenza torna indietro. È il motivo per cui molti professionisti a inizio attività risultano a credito: il 20% trattenuto su ogni fattura è quasi sempre più dell'imposta effettiva su un reddito basso.

Chi la applica e chi no

La ritenuta scatta quando il cliente è un sostituto d'imposta: un'azienda, un altro professionista, un ente, un condominio. Non scatta quando il cliente è un privato, e non scatta quando chi emette la fattura è in regime forfettario, perché lì l'imposta è sostitutiva e non IRPEF: in quel caso in fattura si scrive la dicitura di esclusione, e chi paga non deve trattenere nulla.

Un caso che genera contestazioni è il cliente estero: un'azienda straniera non è sostituto d'imposta italiano e non applica la ritenuta. Il compenso arriva intero, ma l'imposta resta dovuta e si paga in dichiarazione, quindi va accantonata.

Rivalsa INPS e cassa: la differenza che sposta i conti

Sono due cose che sembrano uguali e si comportano in modo opposto. La rivalsa INPS del 4% della Gestione separata è imponibile a tutti gli effetti: entra nella base dell'IVA e in quella della ritenuta. Il contributo integrativo di una cassa professionale, invece, è escluso dalla base della ritenuta pur essendo soggetto a IVA.

Su una fattura da mille euro la differenza vale qualche decina di euro, e ogni anno è la causa di un numero altissimo di fatture rifatte. La regola da ricordare è che la rivalsa è un aumento del compenso, mentre il contributo integrativo è un tributo che passa attraverso il professionista.

Prestazione occasionale: le tre soglie

Senza partita IVA la fattura non c'è: si emette una ricevuta per prestazione occasionale, senza IVA e senza rivalsa, con la sola ritenuta del 20%. Le soglie da tenere a mente sono tre. La marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro di compenso lordo, che per prassi paga il committente ma per legge è a carico di chi emette. I 5.000 euro annui di compensi occasionali complessivi, oltre i quali scattano i contributi alla Gestione separata, per due terzi a carico del committente.

E la soglia che non è un numero ma un comportamento: l'occasionalità dev'essere vera. Prestazioni ripetute per lo stesso cliente, con continuità e organizzazione, sono attività d'impresa o di lavoro autonomo abituale, e allora la partita IVA serve, indipendentemente dagli importi.

Gli strumenti vicini

Per il regime dei forfettari c'è Regime forfettario e per il bollo sulle fatture Bollo in fattura. Chi deve decidere quanto farsi pagare trova Tariffa oraria freelance, e per i termini di pagamento Scadenza della fattura.