Assegno unico: quanto ti spetta?
ISEE e figli a carico: la stima dell'assegno mensile con le maggiorazioni più comuni, e il perché di ogni voce.
Come funziona
L'assegno unico spetta per ogni figlio a carico fino ai 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). L'importo dipende dall'ISEE: massimo sotto la soglia minima, decresce linearmente fino all'importo minimo oltre la soglia massima. Senza ISEE spetta comunque il minimo.
Le maggiorazioni
Sotto l'anno di età l'importo è maggiorato del 50%; dal terzo figlio in poi c'è una maggiorazione per figlio; se entrambi i genitori hanno redditi da lavoro spetta un extra per ogni figlio minorenne (che si azzera oltre la soglia ISEE massima); le madri under 21 hanno una maggiorazione fissa.
Nota
Stima con gli importi 2025, rivalutati ogni anno dall'INPS. Le maggiorazioni per disabilità, il forfait dal quarto figlio e i casi particolari non sono inclusi: per il calcolo ufficiale usa il simulatore sul sito INPS.
Che cosa ha sostituito, e perché è «unico»
Dal marzo 2022 l'assegno unico ha assorbito una serie di misure che prima viaggiavano separate: gli assegni al nucleo familiare per i figli, il premio alla nascita, il bonus bebè, le detrazioni IRPEF per i figli fino a ventuno anni. Da qui il nome: una sola misura al posto di molte, con un solo canale, l'INPS, invece di datori di lavoro, comuni e dichiarazione dei redditi.
Il cambiamento più importante è però un altro: prima molte di quelle misure spettavano solo ai lavoratori dipendenti. L'assegno unico è universale, cioè spetta anche a chi ha una partita IVA, a chi è disoccupato e a chi non ha alcun reddito, e proprio per questo è la voce che ha cambiato di più i conti delle famiglie con lavoro autonomo.
Perché senza ISEE si prende il minimo
L'importo non dipende dal reddito dichiarato ma dall'ISEE, che è una cosa diversa: tiene conto insieme di redditi, patrimoni e composizione del nucleo. Chi presenta la domanda senza aver fatto l'ISEE riceve comunque l'assegno, ma nella misura minima prevista per gli ISEE più alti.
Ne segue una regola pratica che vale ogni anno: l'ISEE si rinnova entro il 28 febbraio. Chi lo presenta più tardi riceve gli arretrati solo entro certi limiti, e nei mesi scoperti prende il minimo. È la causa più comune di un importo che cala improvvisamente a marzo senza che nulla sia cambiato in famiglia.
Le regole che spostano l'importo più di quanto sembri
I figli maggiorenni fra i diciotto e i ventuno anni continuano a dare diritto all'assegno, ma con importi più bassi e a condizione che studino, siano in tirocinio o formazione, lavorino con un reddito modesto o siano iscritti come disoccupati. Il compimento dei diciotto anni non toglie quindi l'assegno, ma lo riduce, e va comunicata la condizione del figlio.
L'assegno si divide al cinquanta per cento fra i genitori separati, salvo diverso accordo, e la domanda la può presentare uno solo indicando l'IBAN di entrambi. E per i figli con disabilità non c'è limite di età e ci sono maggiorazioni specifiche, che questa stima non calcola.
Che cosa fare quando l'importo non torna
Il primo controllo è la data di aggiornamento dell'ISEE, il secondo è che tutti i figli risultino nella domanda: un figlio nato durante l'anno va aggiunto, e l'assegno decorre dal mese di nascita se la domanda arriva entro i termini. Il terzo è che il nucleo dichiarato nella DSU corrisponda a quello reale, perché un componente in più o in meno cambia la scala di equivalenza e quindi l'ISEE.
Gli importi vengono rivalutati ogni anno e le soglie si spostano con essi: una stima fatta con i valori dell'anno scorso resta indicativa. Il calcolo che fa fede è quello del simulatore INPS, che lavora sull'ISEE reale del nucleo.
Gli strumenti vicini
Per l'ISEE serve la Giacenza media dei conti. Per il resto del bilancio familiare ci sono Stipendio netto e lordo e Budget 50/30/20, e per i congedi Congedo parentale e Bonus asilo nido.