Calcolo della tredicesima

Stipendio lordo e mesi lavorati: la tredicesima lorda e netta stimata, e il motivo per cui è più «tassata» di una mensilità normale.

Come matura

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che matura in dodicesimi: un rateo per ogni mese lavorato (o frazione di almeno 15 giorni). Chi ha lavorato tutto l'anno la riceve piena, chi è stato assunto a luglio ne riceve 6/12. Vale lo stesso per la quattordicesima, dove prevista dal CCNL.

Perché il netto è più basso

Sulla tredicesima paghi i normali contributi (9,19%) e l'IRPEF con la tua aliquota marginale, ma NON spettano le detrazioni da lavoro dipendente né il trattamento integrativo, che sono già «consumati» dalle 12 mensilità ordinarie: per questo, a parità di lordo, il netto è sensibilmente più basso.

Nota

Stima con i parametri standard: apprendisti, dirigenti e alcuni CCNL hanno aliquote contributive diverse, e il conguaglio di fine anno può modificare l'importo. La cifra esatta è in busta paga.

Che cos'è, e da dove viene

La tredicesima nasce nel 1937 come «gratifica natalizia» per gli impiegati dell'industria e diventa generale con l'accordo interconfederale del 1946: è quindi una mensilità aggiuntiva prevista dai contratti collettivi, non una gentilezza del datore di lavoro. Spetta a chi ha un rapporto di lavoro subordinato, e la data di pagamento tradizionale è la metà di dicembre.

La quattordicesima, che molti confondono con essa, è una cosa diversa: non è generale, la prevedono solo alcuni contratti (commercio, turismo, chimici e altri) e si paga di solito a giugno o luglio. Chi cambia settore può quindi ritrovarsi con una mensilità in più o in meno a parità di stipendio annuo.

Perché sulla tredicesima il netto è più basso

È la domanda che torna ogni dicembre, e la risposta non è un errore della busta paga. I contributi si pagano normalmente, come su ogni mensilità. Sull'IRPEF, invece, cambia una cosa: le detrazioni da lavoro dipendente sono già state distribuite sulle dodici mensilità ordinarie, quindi sulla tredicesima non se ne applica una quota nuova. Il risultato è che l'imposta colpisce l'importo quasi per intero, con l'aliquota marginale.

Ne segue che più alto è lo stipendio, più la tredicesima si assottiglia: chi è nel primo scaglione perde meno di chi è nel terzo, e il netto può oscillare fra il sessanta e il settantacinque per cento del lordo. È anche il motivo per cui non ha senso confrontare la propria tredicesima con quella di un collega senza confrontare prima le due RAL.

Quando non è piena

La tredicesima matura in dodicesimi, uno per ogni mese lavorato, e la frazione di mese vale un rateo intero se supera i quindici giorni. Chi è stato assunto a marzo ne prende dieci dodicesimi, chi si dimette a settembre nove.

Alcune assenze sospendono la maturazione e altre no, e la differenza sta nei contratti collettivi: ferie, permessi e congedo di maternità di regola non tolgono nulla; la malattia oltre certi periodi, l'aspettativa non retribuita e la cassa integrazione riducono il rateo, in tutto o in parte. È la ragione per cui, in un anno con lunghe assenze, l'importo di dicembre sorprende.

Le cose da controllare in busta

Che i dodicesimi maturati siano quelli giusti, contando il mese di assunzione secondo la regola dei quindici giorni. Che sia compreso quello che la retribuzione comprende stabilmente: superminimi, scatti di anzianità, indennità fisse. Restano invece fuori, di regola, gli straordinari e i rimborsi spese, perché non sono retribuzione continuativa.

E che la tredicesima non sia stata inglobata nello stipendio mensile: alcune forme contrattuali la distribuiscono nei dodici mesi, ed è legittimo solo dove il contratto collettivo lo consente e purché sia scritto in busta paga. Se non compare da nessuna parte, né come rateo mensile né come voce di dicembre, è il momento di chiedere.

Gli strumenti vicini

Per il netto mensile c'è Stipendio netto e lordo, per la liquidazione accantonata Calcolo del TFR. Per i giorni di ferie maturati Ferie maturate, e per organizzare l'entrata straordinaria Budget 50/30/20.