Dividi in rate

Inserisci l'importo totale e il numero di rate: calcoli quanto pagare per ogni rata.

A che cosa serve

Una spesa grossa e la domanda «quanto mi viene al mese»: la lavatrice, il viaggio, l'iscrizione a un corso, la caparra da recuperare fra amici. Qui si scrivono l'importo e in quante volte, ed esce la quota di ogni rata. È la divisione più semplice che ci sia, e proprio per questo il valore della pagina sta in quello che c'è scritto intorno.

Qui non ci sono interessi, e quasi mai è così nella realtà

Il conto è una divisione secca: importo ÷ numero di rate. Va bene per quello che si divide davvero in parti uguali: un regalo fra amici, una spesa condivisa in casa, un pagamento a rate concordato con chi ti sta vendendo qualcosa senza aggiungere niente.

Non va bene per un finanziamento. Lì la rata non è l'importo diviso il numero di mesi: dentro ci sono gli interessi, le spese di istruttoria, l'incasso rata e l'assicurazione, e il numero che dice la verità non è il TAN ma il TAEG, che li comprende tutti. Un «tasso zero» con 4 euro di spese per ogni rata su dodici mesi non è a tasso zero. Il conto giusto lo fa TAN e TAEG reali.

Il centesimo che avanza

Cento euro in tre rate fanno 33,33 a testa, e tre volte 33,33 fa 99,99: manca un centesimo. Non è un errore di arrotondamento della pagina, è che alcuni importi non si dividono in parti uguali. Nella pratica si sistema mettendo la differenza sull'ultima rata (o sulla prima), ed è quello che fanno banche e finanziarie: la rata finale è quasi sempre di qualche centesimo diversa dalle altre.

Gli strumenti vicini

Se le rate hanno gli interessi, le pagine sono TAN e TAEG reali e Calcolo rata mutuo; per sapere in quanto tempo si chiude un debito pagando una cifra fissa c'è Tempo estinzione debito. Se invece la spesa va divisa fra più persone che hanno pagato cose diverse, quello è Spese di gruppo.