Età del neonato
La data di nascita basta: settimane e mesi compiuti. Se è nato prima delle 37 settimane, anche l'età corretta usata per crescita e tappe.
Settimane o mesi?
Nei primi mesi tutto si conta in settimane (bilanci di salute, vaccini, sviluppo): «12 settimane» è più preciso di «quasi 3 mesi». Il tool dà entrambe le misure, coerenti col modo in cui contano i pediatri: mesi COMPIUTI di calendario, non blocchi di 30 giorni.
L'età corretta dei prematuri
Un bimbo nato a 32 settimane ha 8 settimane di «anticipo» sul termine (40): a 3 mesi anagrafici, il suo sviluppo va confrontato con quello di un bimbo di 1 mese. Questa è l'età corretta: si usa di norma fino ai 24 mesi per crescita, percentili e tappe (sorriso, presa, gattonamento). Il nostro tool dei percentili di crescita usa proprio l'età in mesi.
Nota
In Italia circa il 7% dei bimbi nasce pretermine (nel mondo circa 1 su 10): l'età corretta è la convenzione standard delle società di neonatologia. Strumento informativo: valutazioni e follow-up spettano al pediatra e, per i grandi prematuri, al centro di follow-up neonatale.
Perché le settimane e non i mesi
Nei primi mesi tutto si conta in settimane perché i mesi non hanno la stessa lunghezza: due bambini «di tre mesi» possono avere dieci giorni di differenza, e a quell'età dieci giorni sono un'era. Le tappe dello sviluppo, i richiami vaccinali e i bilanci di salute sono tarati sulle settimane proprio per questo.
Il passaggio ai mesi avviene di solito intorno ai due anni, quando le differenze di qualche giorno smettono di contare. Dopo i due anni si passa agli anni, e la stessa domanda («quanti anni ha?») smette di richiedere una risposta precisa.
Il conto dei mesi ha un bordo scomodo
Contare i mesi da una data ha un caso che manda in tilt quasi tutti i programmi: un bambino nato il 31 gennaio compie un mese il 28 febbraio, non il 3 marzo. Se il conto scavalla la fine del mese, va bloccato all'ultimo giorno disponibile.
Lo stesso vale per i nati il 29 febbraio, che negli anni normali festeggiano il 28. Sono i due bordi che, se sbagliati, producono risultati assurdi come «un mese e -2 giorni», e sono anche il motivo per cui conviene fidarsi di un conto fatto bene invece che a mente.
L'età corretta vale fino ai due anni
Per un bambino nato prima del termine si usa l'età corretta: si tolgono dall'età anagrafica le settimane di anticipo sulle 40. Un bimbo nato a 32 settimane, a 6 mesi di vita, ha 4 mesi corretti, ed è con quelli che vanno lette le tappe dello sviluppo e le curve di crescita.
La correzione si abbandona intorno ai due anni, quando il recupero è tipicamente completo: da lì in poi si torna all'età anagrafica. Confrontare un prematuro con i coetanei anagrafici nei primi mesi è il modo più semplice per preoccuparsi di un ritardo che non c'è.
Strumenti vicini
Le misure si leggono sui Percentili di crescita, che vanno usati con l'età corretta. Per contare giorni e settimane fra due date c'è Differenza tra date.