Festività italiane
Tutte le feste nazionali di un anno a scelta, con giorno della settimana, Pasqua calcolata automaticamente, countdown e ponti possibili.
Come si calcola la data di Pasqua
La Pasqua è l'unica festività "mobile" del calendario italiano: cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, quindi sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile. Questo strumento la calcola con l'algoritmo di Gauss per il calendario gregoriano, lo stesso metodo matematico usato per compilare i calendari ufficiali. Dalla Pasqua deriva anche il Lunedì dell'Angelo (Pasquetta), il giorno successivo.
Feste nazionali, patroni e ponti
Le festività nazionali riconosciute in Italia sono 12 e valgono in tutto il Paese; a queste si aggiunge il santo patrono, diverso da città a città (per esempio il 29 giugno a Roma o il 7 dicembre a Milano), che qui non è incluso. Per pianificare le ferie conviene guardare i "ponti": quando una festa cade di martedì o giovedì, basta un solo giorno di ferie per ottenere quattro giorni consecutivi di riposo. Il calcolo qui sopra non si ferma però al giorno della settimana: guarda anche le feste vicine, e quando due si incatenano il tratto libero diventa più lungo di quanto sembri. Nel 2026, per dire, il Capodanno cade di giovedì e l'Epifania il martedì dopo: con due giorni di ferie, il venerdì 2 e il lunedì 5 gennaio, si sta a casa sei giorni di fila.
Perché la Pasqua si muove e le altre no
Le altre feste hanno una data fissa nel calendario solare. La Pasqua no, perché segue un calendario diverso: il concilio di Nicea, nel 325, la fissò alla prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera, cioè su un evento lunare. È questo a farla oscillare fra il 22 marzo e il 25 aprile, un intervallo di trentacinque giorni.
Il calcolo però non usa la Luna vera del cielo, ma una Luna convenzionale descritta da tabelle stabilite secoli fa, e l'equinozio è fissato per convenzione al 21 marzo anche quando astronomicamente cade il 20. È per questo che la Pasqua della Chiesa cattolica e quella astronomica possono non coincidere, e per cui la Pasqua ortodossa, che usa il calendario giuliano, cade in una data diversa quasi ogni anno.
Le date che si spostano insieme a lei
La Pasqua trascina con sé tutta una serie di ricorrenze, che si contano a partire da lei: il Carnevale e il martedì grasso, quarantasette giorni prima; le Ceneri il giorno dopo; il Lunedì dell'Angelo, cioè la Pasquetta, il giorno seguente. In Italia solo Pasqua e Pasquetta sono festività civili, mentre il Carnevale non lo è, per quanto in certe città sembri il contrario.
Le altre undici feste nazionali sono ancorate al calendario: Capodanno, Epifania, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata, Natale e Santo Stefano. Sono dodici in tutto contando la Pasqua, e a queste si aggiunge il patrono della città, che è festivo solo lì.
Il patrono, e le due eccezioni che confondono
Il santo patrono è una festività a tutti gli effetti nel comune di riferimento: scuole e uffici chiudono, e per i lavoratori vale come giorno festivo. Cambia da città a città — il 29 giugno a Roma, il 7 dicembre a Milano, il 19 settembre a Napoli — e non ha alcun valore fuori dal proprio comune.
Le due eccezioni riguardano il calendario elettrico e quello scolastico. Per le fasce orarie dell'energia valgono solo i festivi nazionali, non il patrono: il giorno del patrono l'energia costa come un feriale qualsiasi. E il calendario scolastico lo decide ogni Regione, quindi le vacanze di Natale e di Pasqua non hanno le stesse date in tutta Italia.
Le feste che c'erano e non ci sono più
Il calendario italiano è cambiato più di quanto si ricordi. Fino al 1977 erano festivi anche il 19 marzo (San Giuseppe), l'Ascensione, il Corpus Domini e il 29 giugno (Santi Pietro e Paolo, che restò come patrono di Roma); vennero aboliti come giorni festivi per ragioni economiche. Il 4 novembre, festa dell'Unità nazionale, fu spostato alla prima domenica del mese, che è la ragione per cui si celebra ma non si sta a casa.
Il 2 giugno ha avuto la storia più mossa: festivo dal 1949, spostato anch'esso alla domenica nel 1977, e ripristinato come giorno festivo solo nel 2001. È il motivo per cui chi ha più di cinquant'anni ricorda di aver lavorato in giorni che oggi sono rossi sul calendario.
Gli strumenti vicini
Per contare i giorni fra due date c'è Differenza tra due date, e per i giorni lavorativi Calcolo dei giorni lavorativi. Le festività cambiano il prezzo dell'energia in Fasce orarie della luce, e per programmare le assenze c'è Ferie maturate. Per distribuire i giorni di ferie di tutto l'anno, e non una festa alla volta, c'è Ponti e ferie.