Generatore di titoli
Premi il pulsante per un titolo di libro evocativo, da cui far nascere una storia.
A che cosa serve
Un titolo evocativo, preso a caso, è uno degli inneschi più efficaci che esistano per chi scrive: davanti a «Il giardino delle ceneri» la testa comincia da sola a chiedersi di chi sia quel giardino e perché sia di ceneri, e quella domanda è già una storia. Serve nei laboratori di scrittura, per gli esercizi a tempo, per un gioco di gruppo in cui ognuno scrive dieci righe sullo stesso titolo, e per sbloccarsi quando la pagina è vuota.
Come sono costruiti
I titoli nascono unendo due pezzi: una formula d'apertura («L'ultima», «Il segreto della», «Oltre il») e una parola con un peso («promessa», «tempesta», «silenzio», «confine»). È lo schema più diffuso della narrativa, e funziona perché mette insieme una cosa concreta e una astratta: il lettore capisce di che genere si tratta senza sapere ancora niente della trama.
Le combinazioni possibili sono centocinquanta, e non tutte hanno senso allo stesso modo: è normale, e fa parte del gioco. Il titolo che serve è quello che, letto, fa venire voglia di sapere come va a finire.
Un titolo non si può registrare come opera
È una cosa utile da sapere per chi scrive: il diritto d'autore protegge il testo, non il titolo, che quasi sempre è troppo breve per essere considerato un'opera a sé. Per questo esistono libri diversi con lo stesso titolo, e non è un problema. Attenzione però al caso opposto: un titolo che è anche il nome di una serie molto conosciuta può essere protetto come marchio, e in quel caso usarlo crea confusione e guai. La regola pratica è la stessa dello slogan: cercalo prima, e se esce già un romanzo famoso, cambialo.
Gli strumenti vicini
Per i nomi dei personaggi, delle band o dei progetti c'è Generatore di nomi; per una frase d'apertura Frasi motivazionali. Se stai scrivendo davvero, il conto delle cartelle lo fa Cartelle editoriali, quello delle parole Contatore parole e la leggibilità Quanto è leggibile un testo.