Cartelle editoriali

Incolla il testo: conta battute (con e senza spazi), parole e cartelle editoriali standard.

Che cos'è una cartella

Nell'editoria e nella traduzione il lavoro non si misura in pagine, perché una pagina cambia con il carattere e con i margini: si misura in cartelle, cioè in blocchi di battute. Una battuta è un carattere, spazi compresi, e il conto include anche gli a capo. La cartella nasce dalla macchina da scrivere: trenta righe da sessanta battute fanno 1800 battute, ed è ancora oggi la misura più usata in Italia per le traduzioni.

Le tre misure, e quando si usano

1800 battute è lo standard delle traduzioni in Italia. 2000 battute è la cartella editoriale vera e propria, quella con cui le case editrici contano un manoscritto. 1500 battute la usano alcune agenzie e alcuni contratti giornalistici. Sono convenzioni, non regole: qui ci sono tutte e tre insieme proprio perché il numero da guardare dipende da chi ti paga, e conviene controllare nel contratto quale delle tre è scritta.

Per farsi un'idea: con parole italiane di lunghezza media, e contando lo spazio che le separa, una cartella da 1800 battute sta intorno alle 260-280 parole. Il conteggio a parole è invece lo standard nelle traduzioni internazionali, e infatti qui compare accanto alle battute.

Che cosa conta e che cosa no

Vengono contate tutte le battute del testo che hai incollato, spazi e a capo compresi, ed è la stessa cosa che conta la voce «caratteri (spazi inclusi)» dei programmi di scrittura. Non ci sono invece note, intestazioni e piè di pagina di un file vero: qui arriva solo il testo che incolli, quindi se il documento ne ha, quelle battute vanno aggiunte a parte.

Gli strumenti vicini

Per il conto completo di parole, frasi e paragrafi c'è Contatore parole, e per sapere quanto ci si mette a leggerlo o a dirlo ad alta voce Tempo di lettura. Se stai preparando un preventivo, la tariffa che ti serve davvero la calcola a ritroso Tariffa oraria freelance, e per la ritenuta sulla fattura c'è Ritenuta d'acconto.