Ridimensiona foto
Cambia le dimensioni in pixel di qualsiasi immagine, con formati già pronti per i social. Tutto avviene nel tuo browser.
JPG, PNG o WebP
Le dimensioni giuste per ogni piattaforma
Ogni social ha i suoi formati ideali: un post quadrato di Instagram rende al meglio a 1080×1080 pixel, una story o un reel a 1080×1920, una miniatura YouTube a 1280×720. Usare le dimensioni giuste evita tagli automatici e perdite di qualità.
Adattare o ritagliare?
Con "mantieni le proporzioni" attivo, l'immagine viene adattata al formato scelto e ritagliata al centro se necessario, il metodo usato dai social stessi. Disattivandolo, l'immagine viene stirata esattamente alle dimensioni indicate.
Rimpicciolire si può, ingrandire quasi mai
Ridurre un'immagine butta via pixel, e il risultato è pulito: da 4000 a 1000 pixel il programma media i punti vicini e la foto resta nitida. Ingrandire, invece, chiede di inventare informazione che non c'è: i pixel nuovi vengono calcolati per interpolazione, e il risultato è più morbido dell'originale, mai più dettagliato.
È il motivo per cui una foto a bassa risoluzione non si «migliora» portandola a dimensioni maggiori: si ottiene lo stesso dettaglio spalmato su più pixel, con in più un file più pesante. Gli ingranditori basati su reti neurali fanno qualcosa di diverso, cioè immaginano il dettaglio plausibile: vanno benissimo per una foto di famiglia e mai per un documento o una prova.
Le misure che servono davvero
Per un social: post quadrato 1080 per 1080, storia e reel 1080 per 1920, copertina di un video 1280 per 720. Per una pagina web conviene esportare al doppio della misura in cui l'immagine verrà mostrata, per via degli schermi ad alta densità, e comunque restare sotto i 2000 pixel di lato per le foto a piena larghezza.
Per la stampa il conto è diverso: servono circa 300 pixel per pollice, quindi una foto stampata a 10 per 15 centimetri vuole almeno 1200 per 1800 pixel. Per un allegato di posta o un modulo, 1600 pixel sul lato lungo bastano quasi sempre e riducono il peso di dieci volte.
Adattare o ritagliare, e perché le due cose non sono uguali
Se il formato di partenza e quello di arrivo hanno proporzioni diverse, qualcosa deve cedere. Ritagliare tiene le proporzioni giuste e toglie i bordi: è quello che fanno i social, ed è il motivo per cui una foto verticale caricata come post quadrato perde la testa o i piedi. Deformare tiene tutto ma allunga o schiaccia, e su un viso si vede subito.
La terza strada è aggiungere bande, cioè bordi colorati che completano il formato senza tagliare né deformare. È la scelta giusta quando l'immagine è un grafico, uno schema o un documento, dove tagliare significherebbe perdere informazione.
Le cose che si perdono per strada
I metadati, che spesso il ridimensionamento non porta con sé: se la data di scatto o i parametri servono, vanno verificati dopo. E la rotazione: una foto scattata in verticale con il telefono contiene un'indicazione di orientamento, e certi programmi la applicano mentre altri no, ed è per questo che una foto ridimensionata a volte esce coricata.
Vale infine la pena ricordare che ridimensionare ricomprime: se il file di partenza era già un JPEG, il nuovo passa una seconda volta per la compressione. Conviene quindi partire dall'originale e non da una copia già passata per due o tre programmi.
Gli strumenti vicini
Per il peso ci sono Comprimi immagine e Comprimi a un peso preciso, per il formato Converti immagine. Per sapere quanto misura una foto Dimensioni e info della foto, e per casi specifici Foto tessera e Foto rotonda.