Temperatura percepita

Inserisci temperatura, umidità e vento: scopri la temperatura percepita con le formule ufficiali, e il livello di rischio nelle condizioni estreme.

Come funziona

Col caldo l'umidità ostacola l'evaporazione del sudore e fa percepire più gradi di quelli reali: è l'heat index (usato da NOAA e protezione civile). Col freddo il vento porta via calore dalla pelle: è il wind chill. Il tool sceglie automaticamente la formula giusta in base alle condizioni.

Esempi

32 °C con il 70% di umidità si percepiscono come circa 41 °C. E −5 °C con vento a 30 km/h «pungono» come −13 °C.

Nota

Le formule valgono all'ombra: al sole diretto la sensazione può aumentare ancora. Nei giorni estremi segui le indicazioni delle autorità sanitarie.

Perché l'umidità cambia tutto

Il corpo si raffredda facendo evaporare il sudore: ogni grammo che evapora porta via calore dalla pelle. Ma l'aria satura di vapore non ne accetta più, e allora il sudore resta lì, bagna la maglietta e non raffredda niente. Ecco perché trenta gradi al 30% di umidità sono una giornata piacevole e trenta gradi al 90% sono una giornata pesante: la temperatura è la stessa, il raffreddamento no.

È anche il motivo per cui il caldo secco del deserto si sopporta meglio del caldo umido di una pianura d'agosto, e perché una palestra affollata diventa insopportabile prima di quanto dica il termometro.

Perché il vento fa freddo solo alla pelle

Il wind chill non abbassa la temperatura dell'aria: quella resta quella che è, e infatti un bicchiere d'acqua lasciato fuori con il vento non congela prima. Quello che il vento porta via è il velo d'aria tiepida che il corpo si è scaldato attorno, e che funziona da isolante. Tolto quello, la pelle cede calore molto più in fretta.

Ne segue una conseguenza pratica: la sensazione dipende da quanto sei coperto. Una giacca a vento antivento restituisce buona parte di quei gradi, perché ricostruisce lo strato che il vento stava rubando. Sul rischio di congelamento delle parti scoperte, invece, il numero conta eccome.

Le formule hanno un campo di validità

L'heat index è tarato sul caldo: sotto i 27 °C circa non ha significato. Il wind chill vale sul freddo con vento sopra i 5 km/h: applicarlo a una brezza estiva darebbe risultati senza senso. Nella fascia di mezzo, quella dei climi temperati per gran parte dell'anno, la temperatura percepita coincide con quella misurata, ed è per questo che qui il numero a volte non cambia.

Le due formule nascono inoltre da un modello di persona standard, all'ombra, vestita in un certo modo e ferma. Al sole diretto si aggiungono facilmente diversi gradi di sensazione; correndo o pedalando il vento te lo crei da solo.

Chi deve guardarlo davvero

Il numero non è una curiosità meteorologica: è la misura su cui la protezione civile e i servizi sanitari costruiscono le allerte per le ondate di calore. Sopra certi valori il corpo non riesce più a smaltire calore, e le persone anziane, i bambini piccoli, chi ha malattie croniche e chi lavora all'aperto sono i primi a pagarne le conseguenze. Bere prima di avere sete, spostare lo sforzo fisico alle ore fresche e stare all'ombra sono raccomandazioni banali proprio perché funzionano.

Gli strumenti vicini

Per passare fra gradi Celsius e Fahrenheit c'è Convertitore di temperatura; per la condensa e la muffa in casa Punto di rugiada. Per l'acqua da bere durante il caldo Quanta acqua bere al giorno.