Cambia velocità e volume
Rallenta o velocizza un file audio e regola il volume, con anteprima e download. Tutto avviene nel tuo browser, il file non lascia il tuo dispositivo.
MP3, WAV, M4A, OGG…
Velocità e tono
Aumentando la velocità l'audio dura meno e il tono si alza leggermente (effetto "voce accelerata"); rallentando succede il contrario. È utile per creare effetti divertenti, rendere più veloce un memo vocale o rallentare un passaggio musicale per studiarlo.
Attento al volume
Alzare il volume oltre il 100% può introdurre distorsione se l'audio era già forte. Se senti scricchiolii, riduci un po': meglio un volume pulito che una traccia satura. Per sapere di quanti dB alzarlo davvero, misuralo con Volume del video (LUFS).
Perché cambiando velocità cambia anche la voce
Accelerare un audio significa far scorrere i campioni più in fretta, e tutte le frequenze salgono insieme: la voce diventa più acuta, come i vecchi dischi a 45 giri riprodotti a 78. È l'effetto che si sente sempre quando velocità e tono restano legati, ed è quello che questa pagina fa.
Il legame si può spezzare con un procedimento diverso, il time stretching, che allunga o accorcia l'audio a pezzetti tenendo il tono fermo: è quello che usano i lettori di podcast per riprodurre a 1,5x senza far diventare tutti Paperino. È molto più costoso da calcolare e, spinto oltre una certa soglia, introduce un timbro metallico riconoscibile.
Fino a che punto si può accelerare un parlato
La comprensione regge bene fino a circa 1,5 volte la velocità normale; fra 1,5 e 2 il cervello si adatta in pochi minuti se il parlato è chiaro e ben registrato; oltre 2,5 la comprensione crolla per quasi tutti, e non è questione di abitudine ma di quanto tempo serve a distinguere le consonanti.
Ci sono due cose che spostano quella soglia. Il materiale: un parlato lento e ben scandito regge molto più di una conversazione sovrapposta o di una lingua straniera. E il tipo di ascolto: per seguire una lezione da capire si va più piano che per riascoltare qualcosa che si conosce già.
Rallentare, e a che cosa serve davvero
Il rallentamento è lo strumento di chi studia un pezzo musicale: portare un assolo a metà velocità permette di sentire le note singole, e la mano le impara al tempo giusto solo dopo. Serve anche per trascrivere un'intervista difficile, e per capire una lingua straniera parlata veloce.
Rallentando molto, però, l'audio comincia a suonare gonfio e impastato: sotto la metà della velocità originale il difetto è evidente in qualunque metodo. Per lo studio musicale conviene scendere per gradi, restare al valore più alto in cui il passaggio si sente ancora chiaro, e risalire man mano.
Il volume, e il limite che non si può superare
Alzare il volume oltre il cento per cento non aggiunge informazione: moltiplica i campioni, e quelli che superano il massimo rappresentabile vengono tagliati di netto. Il risultato è una distorsione secca che non si può togliere dopo, perché il dato originale non c'è più.
Se un audio è troppo basso in generale la strada giusta non è alzare finché distorce, ma normalizzare, cioè portare il picco più alto al massimo e scalare tutto il resto in proporzione. E se il problema è che le parti forti e quelle deboli sono troppo distanti, allora serve un compressore, che è un'altra cosa e appartiene a un programma di montaggio.
Gli strumenti vicini
Per ritagliare un pezzo c'è Taglia audio, per metterne insieme più d'uno Unisci audio e per il formato Converti audio. Per misurare quanto è forte davvero una traccia c'è Volume del video, e per l'audio dentro un filmato Estrai audio dal video.