Unisci audio
Unisci più file audio o MP3 in un unico brano, uno dopo l'altro nell'ordine che scegli. Tutto avviene nel tuo browser, i file non lasciano il dispositivo.
MP3, WAV, M4A, OGG…, puoi selezionarne più di uno
A cosa serve unire più audio
Unire le tracce è utile per creare un unico file da più registrazioni, montare un podcast con sigla iniziale e finale, concatenare capitoli di un audiolibro, o mettere in fila più clip vocali in un solo brano da condividere.
File di formati diversi?
Nessun problema: il tool riporta tutto a una base comune, quindi puoi unire MP3, WAV e altri formati insieme, anche con frequenze di campionamento diverse. L'ordine è quello in cui compaiono nella lista.
Il problema non è unire, è il salto fra i pezzi
Due file registrati in momenti diversi hanno quasi sempre volume diverso, e nel file unito il passaggio si sente come un gradino. È il difetto numero uno dei podcast fatti in casa: la sigla forte, la voce piano, l'intervista di nuovo forte. Conviene ascoltare i punti di giunzione prima di considerare finito il lavoro, perché nel montaggio si guarda la forma d'onda e non si ascolta.
Il secondo salto è il rumore di fondo: due registrazioni fatte in stanze diverse hanno un fruscio diverso, e nel punto di giunzione il cambiamento si sente più della voce. Nel parlato una soluzione semplice è non lasciare mai silenzio assoluto fra i pezzi, perché il silenzio digitale è innaturale e rende evidente ogni stacco.
Che cosa succede ai file quando si uniscono
Formati e frequenze diverse non sono un problema, ma vengono comunque riportati a una base comune: mettere insieme un file a 44.100 campioni al secondo e uno a 48.000 richiede una conversione, e conviene sapere che avviene. Lo stesso vale per un file mono e uno stereo: uno dei due viene adattato all'altro.
Il punto che conta è l'ordine, che è quello in cui i file compaiono nell'elenco e non quello del nome. Se i file si chiamano «parte 1, parte 2, parte 10», l'ordine alfabetico metterebbe la dieci subito dopo la uno: è il classico errore dei file numerati senza zero davanti.
Come si monta un podcast, in pratica
La struttura che funziona è sempre la stessa: sigla, contenuto, chiusura. La sigla va sfumata sotto la voce invece che finire di colpo, e il volume della musica sotto il parlato deve stare parecchio più basso di quanto sembri giusto mentre si monta, perché in cuffia si tende a tenerlo troppo alto.
Vale poi la pena registrare le parti in condizioni simili: stesso microfono, stessa distanza, stessa stanza. Trenta secondi in più di attenzione in registrazione risparmiano un'ora di aggiustamenti dopo, e nessun montaggio recupera del tutto due voci registrate in ambienti diversi.
Quando conviene fermarsi qui
Unire, tagliare e regolare i volumi copre la gran parte dei casi. Se invece serve sovrapporre due tracce (una voce sopra una base), applicare un compressore, togliere il rumore o mettere le tracce su una linea del tempo con effetti, allora serve un programma di montaggio audio vero: quello è il confine di questa pagina, ed è meglio saperlo prima di provare a forzarlo.
Per il resto, il vantaggio di lavorare qui è che le registrazioni non escono dal computer: un'intervista, una lezione o una nota vocale non vengono caricate su nessun server, che per materiale non pubblicato è la differenza che conta.
Gli strumenti vicini
Per ritagliare un pezzo c'è Taglia audio, per cambiare formato Converti audio e per la velocità Cambia velocità audio. Per registrare le parti Registratore vocale, e per l'audio di un filmato Estrai audio dal video.