Generatore di bio
Premi il pulsante per un'idea di bio breve e accattivante, da personalizzare con i tuoi dettagli.
A cosa serve
La bio è la prima cosa che vedono i nuovi visitatori: usa questi spunti come base e aggiungi ciò che ti rende unico.
Consiglio
Una bio efficace dice chi sei e cosa offri in poche parole. Ricorda che Instagram limita la bio a 150 caratteri.
Le tre righe che una bio deve contenere
Chi sei, a chi servi e che cosa deve fare chi arriva. Sono tre informazioni, non tre frasi ad effetto: chi legge una bio sta decidendo in tre secondi se seguire o tornare indietro, e una descrizione poetica che non dice che cosa si trova nel profilo perde quella decisione.
L'errore più diffuso è la bio fatta di aggettivi su se stessi — «sognatore», «appassionato di vita», «amante del caffè» — che descrivono chiunque e quindi nessuno. Sostituirli con un fatto concreto, anche piccolo, cambia tutto: non «appassionato di cucina» ma «ricette da trenta minuti, senza attrezzi strani».
I limiti, e che cosa succede quando li superi
Le lunghezze cambiano da piattaforma a piattaforma e si aggirano fra i centocinquanta e i centosessanta caratteri per i profili personali, con più spazio sui profili professionali e sulle piattaforme di lavoro. Superarli non dà un errore: il testo viene semplicemente troncato, e la parte tagliata è quasi sempre quella con l'invito ad agire.
Attenzione anche a due cose che occupano più di quanto sembri: gli a capo, che contano come caratteri e che su alcune app vanno inseriti con un trucco perché il tasto invio pubblica, e le emoji, che valgono due caratteri o più. Una bio piena di simboli può sforare pur sembrando corta.
Il link, che è la parte funzionale
Su quasi tutte le piattaforme personali il collegamento nella bio è l'unico link cliccabile del profilo, e quindi è la sola cosa che trasforma un lettore in qualcos'altro. Metterci la homepage di un sito è lo spreco più comune: chi arriva da un post specifico si aspetta la pagina di quel post.
Da qui l'abitudine di cambiarlo spesso, facendolo puntare all'ultima cosa pubblicata, e la nota nella bio che lo annuncia. Le pagine che raccolgono più link funzionano, ma aggiungono un passaggio: ogni tocco in più perde una parte delle persone, e con due o tre destinazioni conviene sceglierne una.
Le parole che rendono trovabili
Su alcune piattaforme il nome — non il nome utente, il campo del nome visualizzato — viene cercato, mentre il testo della bio spesso no. Chi vuole essere trovato per un argomento lo scrive lì: «Marta Rossi | fotografia di ritratto» viene trovata cercando «fotografia», mentre «Marta Rossi 🌿✨» no.
L'altra decisione riguarda gli hashtag nella bio: sono cliccabili ma portano via dal profilo, e raramente portano gente dentro. In una bio che ha centocinquanta caratteri, ogni hashtag costa spazio a qualcosa che potrebbe convincere qualcuno a restare.
Gli strumenti vicini
Per contare i caratteri c'è Contatore caratteri per piattaforma, per i caratteri stilizzati Font speciali per la bio. Per i testi dei post Generatore di caption e Idee per i contenuti.