Crea il tuo link WhatsApp

Genera il link wa.me che apre una chat con te, con messaggio precompilato e QR code: perfetto per il sito, la bio di Instagram o la scheda Google della tua attività.

Come funziona

Il formato ufficiale è wa.me/<prefisso><numero>?text=<messaggio>: chi clicca (o inquadra il QR) apre direttamente la chat WhatsApp con te, con il messaggio già scritto. Il tool normalizza il numero (spazi, trattini, +, 00) e codifica il messaggio per te.

Occhio al prefisso

Il numero va in formato internazionale senza + e senza 00. Per i cellulari italiani basta il numero così com'è (es. 345…); per i fissi italiani si tiene anche lo 0 iniziale (es. 06…), a differenza di molti Paesi esteri dove lo 0 si toglie.

Privacy

Il link viene creato nel tuo browser: numero e messaggio non vengono inviati a nessun server.

A che cosa serve davvero un link diretto

Serve a togliere di mezzo il passaggio più fragile di tutti: salvare un numero in rubrica. Chi vede un numero su un cartello, su un volantino o su una pagina deve copiarlo, aprire l'app, cercarlo e scrivere; con un link tocca una volta sola e la conversazione è già aperta, con il messaggio già scritto.

È il motivo per cui funziona bene stampato come codice QR sulla vetrina di un negozio, sul menu di un locale, su un cartello di un noleggio o su un biglietto da visita: chi inquadra si ritrova a scrivere «Vorrei prenotare un tavolo per due» senza aver digitato niente. E funziona anche in un'email o in un pulsante di un sito.

Il prefisso è dove sbagliano tutti

Il numero va scritto in formato internazionale senza il più e senza gli zeri: per l'Italia, 39 seguito dal numero completo di cellulare. L'errore più comune è lasciare il segno più o gli zeri iniziali, e il link non apre nessuna conversazione né dà un errore chiaro: semplicemente non trova nessuno.

Il secondo errore riguarda i numeri fissi italiani, dove lo zero iniziale del prefisso di città va tenuto: un numero di Roma resta 39 seguito da 06 e dal resto. È l'eccezione che confonde, perché per i cellulari lo zero non c'è affatto.

Il messaggio precompilato è la parte utile

Un link che apre la chat vuota lascia alla persona il compito di capire che cosa scrivere, ed è lì che metà dei contatti si perde. Un messaggio già pronto — «Vorrei informazioni sul corso di ottobre», «Sono interessato all'annuncio» — fa partire la conversazione e in più dice a chi riceve da dove arriva il contatto.

Da qui un uso pratico: mettere link con messaggi diversi in posti diversi. Chi risponde capisce subito se il contatto viene dalla vetrina, dal volantino o dal sito, e senza nessuno strumento di analisi. È il modo più semplice per sapere che cosa funziona.

Quello che il link non fa, e le regole da rispettare

Non aggiunge il numero alla rubrica di chi clicca, non funziona se la persona non ha l'applicazione installata, e su un computer apre la versione web solo se c'è già una sessione attiva. Su alcune app di messaggistica interne ai social i link vengono aperti in un browser interno che può bloccare l'apertura dell'app: è la causa più frequente dei link che «non funzionano» quando arrivano da un social.

E c'è una regola che vale più di tutte le altre: un link permette a qualcuno di scrivere a te, non a te di scrivere a qualcuno. Mandare messaggi commerciali a numeri raccolti senza consenso è vietato, e su WhatsApp porta rapidamente alla chiusura dell'account oltre che a una violazione delle norme sulla protezione dei dati.

Gli strumenti vicini

Per stampare il collegamento c'è Generatore di QR code, e per leggere un codice altrui Leggi un QR code. Per i testi dei messaggi Contatore caratteri per piattaforma, e per la rete di casa QR code per il WiFi.