Registratore vocale online
Registra la tua voce dal microfono direttamente nel browser: metti in pausa quando vuoi, riascolta il risultato e scarica il file audio sul tuo dispositivo.
In quale formato viene salvato l'audio?
Il registratore usa il formato nativo del tuo browser: di solito WebM su Chrome ed Edge, Ogg su Firefox e M4A su Safari. Sono tutti file leggeri e riproducibili da VLC, WhatsApp, Telegram e dai principali editor audio. Se ti serve un MP3 per un uso specifico, puoi convertire il file scaricato con un programma gratuito come Audacity.
Consigli per una registrazione pulita
Tieni il microfono a 10-20 centimetri dalla bocca e leggermente di lato, così eviti i colpi d'aria sulle consonanti "p" e "b". Registra in una stanza con tende, tappeti o divani: le superfici morbide assorbono l'eco. Prima della registrazione vera, fai una prova di 10 secondi e riascoltala per controllare il volume: rifare subito costa meno che scoprire il problema alla fine.
Dove mettere il microfono, e perché conta più del microfono
La regola che cambia di più il risultato è la distanza: a dieci-venti centimetri dalla bocca la voce domina il rumore della stanza, a un metro il rapporto si ribalta. Raddoppiando la distanza il livello della voce cala di sei decibel mentre il rumore resta uguale, ed è per questo che un microfono economico vicino batte quasi sempre uno costoso lontano.
Il microfono va tenuto leggermente di lato, non davanti alla bocca: le consonanti «p» e «b» spingono un colpo d'aria che sul microfono diventa un tonfo, e spostarlo di pochi centimetri lo elimina. È la stessa ragione per cui negli studi si mette una retina davanti al microfono.
La stanza si sente più di quanto si creda
Un ambiente con pareti nude rimanda il suono, e nella registrazione la voce arriva lontana e rimbombante: è il difetto che nessun programma toglie davvero, perché il riverbero è mescolato alla voce e non si può separare. Tende, tappeti, un divano, una libreria piena o anche solo registrare in una stanza con l'armadio aperto cambiano il risultato più di qualunque apparecchio.
Vale la pena registrare dieci secondi di silenzio prima di cominciare: servono a sentire com'è davvero il rumore di fondo della stanza — un frigorifero, un condizionatore, un computer — e spesso a scoprire che si può spegnere qualcosa. È l'unico modo di accorgersene, perché mentre si parla quel rumore non si nota.
I formati che escono dal browser
Il registratore usa il formato nativo del browser, e da qui nascono le differenze: WebM su Chrome ed Edge, Ogg su Firefox, M4A su Safari. Sono tutti file leggeri e leggibili da VLC, dai telefoni e dalle app di messaggistica, ma non da tutti i programmi di montaggio più vecchi.
Se il file serve per un lavoro successivo, conviene convertirlo una volta sola in WAV: ogni passaggio da un formato compresso a un altro ricomprime da capo e toglie un po' di qualità. E se serve per mandarlo via chat, va bene com'è: convertirlo in MP3 aggiungerebbe una perdita senza guadagnare quasi nulla in peso.
Le cose che si scoprono solo dopo
Che la registrazione non si è avviata, perché il permesso al microfono era stato negato mesi prima e il browser non lo chiede più. Che il livello era troppo basso e alzandolo dopo si alza anche il rumore. Che il telefono in tasca ha vibrato durante l'intervista. Sono tutte cose che si evitano con una prova di trenta secondi riascoltata prima di cominciare davvero.
Il vantaggio di registrare qui è che l'audio non esce dal dispositivo: resta nel browser fino a quando lo si scarica. Per un'intervista, una visita medica o una riunione è la differenza che conta, e vale la pena ricordare che in Italia registrare una conversazione a cui si partecipa è lecito, mentre diffonderla è tutta un'altra questione.
Gli strumenti vicini
Per controllare il microfono prima di registrare c'è Test del microfono. Dopo, per ritagliare c'è Taglia audio, per unire più parti Unisci audio, per cambiare formato Converti audio e per la velocità Cambia velocità audio.