Accordi per chitarra

Cerca un accordo (es. Sol, Am, C7) o scorri la lista: scopri la diteggiatura e le note.

A cosa serve

Un prontuario dei principali accordi aperti per chitarra, con la diteggiatura corda per corda e le note. Perfetto per chi inizia a suonare.

Come leggere la diteggiatura

La sequenza di 6 numeri va dalla corda più bassa (Mi) alla più alta: indica il tasto da premere su ogni corda. «x» = non suonare, «0» = corda a vuoto.

Perché la mano sinistra fa male all'inizio

Non è mancanza di forza: è quasi sempre il punto in cui si preme. La corda va schiacciata appena prima della barretta metallica, non in mezzo allo spazio fra due tasti, perché lì serve metà della pressione e il suono esce pulito. Premere al centro costringe a stringere il doppio e produce comunque quel ronzio che sembra colpa dello strumento.

L'altro errore è il pollice: se sale sopra il manico, le dita si appiattiscono e toccano le corde vicine. Tenendolo dietro, all'altezza circa del dito medio, le dita arrivano perpendicolari e ognuna preme solo la sua corda. Dopo qualche settimana i polpastrelli fanno il callo e il problema sparisce da solo, purché nel frattempo non si sia imparato a stringere troppo.

Gli accordi che rendono di più i primi giorni

Non serve impararli tutti. Con Mi minore, La minore, Re maggiore, Sol maggiore, Do maggiore si suonano migliaia di canzoni, e il Mi minore richiede due dita sole: è l'accordo da cui conviene partire, perché suona subito bene e non scoraggia.

Il salto difficile arriva con il Fa, che nella posizione classica chiede il barré, cioè l'indice steso su tutte e sei le corde. Il consiglio pratico è non insistere subito: esistono versioni ridotte su quattro corde che funzionano benissimo in una canzone, e il barré vero arriva da solo quando la mano ha fatto forza. Molti abbandonano la chitarra sul Fa, ed è un peccato evitabile.

Come si legge una griglia, e come si evita l'errore del riflesso

La sequenza di sei numeri va dalla corda più grave alla più acuta, cioè da quella che nell'imbracciare lo strumento sta in alto. La «x» dice di non far suonare quella corda, lo zero di suonarla libera. Un accordo con una x che invece suona è la causa più frequente di un accordo che «non torna» pur avendo tutte le dita al posto giusto.

Sulle immagini stampate, invece, la trappola classica è il verso: una griglia disegnata come se si guardasse la chitarra di fronte ha le corde in ordine inverso rispetto a come le vede chi suona. Il modo rapido per capire l'orientamento è cercare l'accordo di Mi maggiore, che tutti conoscono: se le dita che vedi non corrispondono a quelle che fai, la griglia è ribaltata.

Un accordo che stona anche se è giusto

Se la posizione è corretta e l'accordo suona comunque male, le cause sono quasi sempre tre. Le corde vecchie, che perdono brillantezza e intonazione: si sentono ossidate al tatto prima ancora che all'orecchio. L'intonazione dello strumento, quando la chitarra è a posto sulle corde a vuoto ma cresce salendo sui tasti. E il capotasto troppo alto sulle chitarre economiche, che costringe a premere forte e manda crescenti le note ai primi tasti.

Tutte e tre si risolvono con poca spesa: le corde le cambia chiunque, le altre due sono una regolazione di liuteria che costa meno di quanto si pensi e cambia lo strumento più di un accessorio nuovo.

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