Estrai colori da foto
Carica un'immagine e ottieni la palette dei colori dominanti: clicca su una card per copiare subito il codice HEX.
JPG, PNG o WebP, l'analisi avviene solo sul tuo dispositivo
Come vengono scelti i colori dominanti
Lo strumento campiona i pixel dell'immagine ridotta e li raggruppa in famiglie di tonalità simili (quantizzazione): le famiglie più numerose diventano la palette, scartando i doppioni troppo vicini tra loro. Il risultato sono 6-8 colori realmente rappresentativi della foto, non semplici medie che tendono al grigio. È lo stesso principio usato dai tool di design per generare palette da moodboard e fotografie.
A cosa serve una palette estratta da una foto
Partire dai colori di una foto è il modo più rapido per creare grafiche coerenti: la copertina di un video con i toni della miniatura, un sito con i colori del prodotto, una presentazione intonata alle immagini che contiene. Il codice HEX (es. #FF8A5C) si incolla direttamente in Canva, Figma, Photoshop, PowerPoint o nel CSS del tuo sito.
Che cosa vuol dire «colore dominante»
Non è il colore che si nota di più, è quello che occupa più pixel. Sono due cose diverse, e la differenza spiega quasi tutte le tavolozze che sembrano sbagliate: in una foto di un tramonto il colore dominante può essere il grigio della strada, perché la strada occupa metà dell'immagine, mentre l'arancione che colpisce l'occhio sta in una striscia.
Il metodo raggruppa i pixel in famiglie di tonalità simili e prende le famiglie più numerose: si chiama quantizzazione. Ne segue che uno sfondo grande e uniforme vince quasi sempre, e che ritagliare la foto sulla parte che interessa cambia completamente il risultato.
Come si usa una tavolozza estratta
La regola più utile del disegno grafico è quella del 60-30-10: un colore domina la superficie, uno la accompagna, un terzo compare solo negli accenti — un pulsante, un titolo, un dettaglio. Prendere quattro colori da una foto e usarli in parti uguali produce quasi sempre un risultato confuso.
Il secondo criterio è il contrasto del testo: un colore bello sullo schermo non è per forza leggibile sotto una scritta. Il testo scuro su fondo chiaro, o viceversa, va verificato, e per l'accessibilità il rapporto di contrasto raccomandato è di almeno 4,5 a 1 per il testo normale. Molte tavolozze naturali sono tutte di mezze tinte, e in quel caso serve un colore molto scuro o molto chiaro preso da fuori.
Perché due strumenti danno tavolozze diverse
Perché la parola «simile» non ha una definizione unica. Alcuni raggruppano i colori nello spazio RGB, cioè secondo i numeri, altri in spazi costruiti sulla percezione, dove due colori vicini sono quelli che l'occhio giudica vicini. I secondi danno risultati più convincenti sui toni della pelle e sui verdi, dove l'RGB sbaglia molto.
Contano poi il numero di famiglie richieste e il fatto che l'immagine venga ridotta prima di essere analizzata, cosa che tutti fanno per velocità e che mescola i colori vicini. Non esiste quindi una tavolozza «giusta» di una foto: esistono tavolozze plausibili, e conviene sceglierne una e poi aggiustarla a mano.
Le tre trappole del colore preso da una foto
Il profilo colore: una foto in Adobe RGB letta come sRGB dà codici esadecimali sbagliati, e i colori risultano spenti. La compressione: in un JPEG molto compresso i colori vicini ai bordi sono inventati dall'algoritmo, e prelevare un colore proprio lì restituisce una tinta che nella scena non c'era.
E la stampa: i colori dello schermo sono luce, quelli della stampa sono inchiostro, e gli arancioni e i verdi molto saturi non esistono in stampa. Una tavolozza scelta a schermo per un biglietto da visita va sempre provata su carta prima di ordinarne mille copie.
Gli strumenti vicini
Per lavorare sui colori ci sono Convertitore di colori e Generatore di palette. Sull'immagine di partenza Foto in bianco e nero e Ridimensiona foto, e per uno sfondo Sfoca una parte della foto.