Scale musicali
Scegli la tonica e il tipo di scala: ottieni tutte le note che la compongono.
A cosa serve
Per sapere quali note compongono una scala, utile per improvvisare, comporre o studiare uno strumento. Sono incluse le scale più usate e i modi principali.
Come funziona
Ogni scala è una sequenza di intervalli a partire dalla tonica. Ad esempio la scala maggiore di Do è Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si.
Che cosa distingue una scala da un'altra
Non le note in sé, ma la sequenza di distanze fra loro. La scala maggiore è tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono, e quella formula applicata a qualunque nota di partenza dà la scala maggiore di quella nota. Cambiando una sola distanza si cambia carattere: la minore naturale abbassa il terzo, il sesto e il settimo grado, ed è la stessa scala maggiore letta a partire dal sesto grado.
È il motivo per cui Do maggiore e La minore contengono le stesse identiche note. A distinguerle è solo la nota su cui la musica si posa: la scala non è un elenco, è un centro di gravità più un insieme di distanze.
Le tre minori, e perché ce n'è più di una
La minore naturale è quella che nasce dalla scala maggiore. Ha però un difetto per l'armonia classica: il settimo grado sta un tono sotto la tonica, e non «tira» verso di essa. Per questo esiste la minore armonica, che alza il settimo grado e ricrea quella tensione, al prezzo di un salto di un tono e mezzo fra sesto e settimo, che cantando è scomodo.
La minore melodica risolve anche quello alzando il sesto in salita, e nella pratica classica torna naturale in discesa. Nel jazz invece resta alzata anche scendendo. Tre scale per una sola tonalità: sono la prova che le scale non sono definizioni astratte, ma soluzioni a problemi pratici.
I modi, che sono una scala sola guardata da sette punti
Ionico, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio, locrio: sono le sette rotazioni della stessa scala maggiore, ognuna con una nota diversa come centro. Suonando le note di Do maggiore ma facendo finire tutto su Re si ottiene il dorico, che è minore ma con il sesto grado alto e ha quel colore sospeso tipico del jazz modale e del rock.
Il malinteso più comune è studiarli come sette diteggiature diverse. Le note sono sempre quelle: quello che cambia è su quale nota si va a riposare, e quindi quale accordo sta sotto. Senza un basso che tenga il centro, un modo non si sente.
Le scale che si usano davvero suonando
La pentatonica toglie i due gradi più delicati e lascia cinque note che non stonano quasi mai: è la scala di gran parte del rock, del blues e della musica popolare di mezzo mondo, ed è il motivo per cui è la prima che si insegna a chi improvvisa. La blues aggiunge una nota fuori dalla tonalità, la cosiddetta blue note, che è esattamente ciò che le dà il timbro.
Fuori dall'Occidente le distanze possono essere diverse dai nostri semitoni: molte musiche modali del Mediterraneo e dell'Asia usano intervalli che il pianoforte non sa suonare. Le scale di questa pagina sono quelle del sistema temperato, che è una convenzione fra le tante e non una legge universale.
Gli strumenti vicini
Le distanze fra due note stanno in Intervalli musicali, le famiglie di tonalità in Circolo delle quinte. Per gli accordi che nascono da una scala c'è Note di un accordo e Progressioni di accordi, e per esercitarsi Metronomo.