Crea un'immagine con una frase
Trasforma una citazione o un pensiero in un'immagine quadrata su sfondo colorato, con il font che preferisci, pronta da pubblicare sui social. Tutto avviene nel tuo browser.
Perché le immagini con frasi funzionano
Le citazioni sono tra i contenuti più condivisi sui social: una frase forte su uno sfondo curato attira lo sguardo, comunica un valore e invoglia a salvare o ricondividere il post. Un formato quadrato 1080×1080 è perfetto per il feed di Instagram e Facebook.
Consigli per un buon risultato
Mantieni la frase breve e d'impatto: poche parole si leggono meglio e restano più a lungo. Prova diversi font e sfondi finché trovi la combinazione che si intona al messaggio. Se vuoi, aggiungi l'autore per dare credito alla citazione.
Che cosa rende leggibile una frase su un'immagine
Tre cose, in ordine di importanza. Il contrasto: testo chiaro su fondo scuro o viceversa, e dove lo sfondo cambia serve un velo semitrasparente o un contorno, perché una frase bianca che attraversa un cielo sparisce. La lunghezza della riga: oltre le dieci o dodici parole per riga l'occhio si perde, e su un'immagine quadrata è meglio spezzare in righe corte.
E la gerarchia: la citazione grande, l'autore piccolo. Se hanno lo stesso peso, l'occhio non sa da dove cominciare. La regola più utile è che una citazione si legge in due secondi, sopra i tre non viene letta affatto.
Quanto deve essere corta
Molto. Sotto le quindici parole una frase si legge tutta con un colpo d'occhio; sopra le venticinque, su un telefono, non la legge quasi nessuno. È il motivo per cui le citazioni che circolano sono quasi sempre spezzoni: non perché la gente sia superficiale, ma perché quel formato non regge testi lunghi.
Se la frase è bella e lunga, la strada giusta non è rimpicciolire il carattere ma tagliarla, tenendo la parte che sta in piedi da sola. Un carattere piccolo su un'immagine è il modo sicuro di non essere letti, perché in una galleria la miniatura è larga tre centimetri.
L'attribuzione, che non è un dettaglio
Metà delle citazioni che circolano in rete sono attribuite alla persona sbagliata: Einstein, Gandhi e Confucio raccolgono da soli migliaia di frasi che non hanno mai detto, perché un nome autorevole rende la frase più condivisibile. Prima di pubblicare vale la pena una ricerca: quasi sempre si trova subito che quella frase non è di chi si crede.
Sul piano dei diritti, un aforisma breve di un autore vivente resta un'opera dell'ingegno, ma la citazione con l'indicazione della fonte è ammessa entro certi limiti. Il vero problema pratico, invece, è l'immagine di sfondo: una fotografia presa da internet non è libera solo perché era su internet.
Perché queste immagini funzionano sui social
Perché una frase forte è un contenuto che si consuma in due secondi e si condivide in uno: chi la ripubblica non condivide un'informazione, condivide qualcosa che vorrebbe aver detto lui. È il motivo per cui le citazioni sono fra i contenuti più diffusi di sempre, e anche per cui saturano.
Il limite è che sono facilissime da produrre e quindi ce ne sono troppe: quello che distingue una raccolta buona da mille uguali è la coerenza visiva — stesso carattere, stessa tavolozza, stessa impaginazione — che dopo dieci post fa riconoscere l'autore prima ancora di leggere il nome.
Gli strumenti vicini
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